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Premio Internazionale Pilosio-Costruire - per l’armonia dei popoli nella cultura della solidarietà e sostenibilità territoriale e ambientale

 
 

La seconda edizione del Premio internazionale organizzato da Pilosio ha raccolto l’avanguardia del pensiero solidale che sogna una “dimora comune sostenibile”

 
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Se l’agone dei progetti ospitasse con più frequenza i costruttori di solidarietà, tutti gli uomini del mondo avrebbero una casa dove poter vivere serenamente, senza paura. Nella Striscia di Gaza la paura, invece, è ancora l’unica casa abitabile da una popolazione martoriata dal tempo immoto della guerra e della povertà. La seconda edizione del Premio Pilosio-Costruire la pace, organizzata il 21 settembre scorso a Tavagnacco (Ud), è partita proprio da questo dato di fatto: per realizzare l’armonia tra le popolazioni occorrono gli ingredienti essenziali della cultura, della solidarietà, di una sostenibilità territoriale e ambientale, di un’economia al servizio dell’uomo.

La conferenza stampa preliminare all’evento ha annunciato, con le parole di Dario Roustayan, CEO di Pilosio, il conferimento del premio annuale all'architetto Mario Cucinella, protagonista del virtuoso progetto A Green School for Gaza che sta portando alla realizzazione di una scuola per i bambini palestinesi completamente autosufficiente sotto il profilo energetico, concepita con i più rigorosi criteri di ecosostenibilità nel disegno delle strutture e nell’impiego dei materiali. “La scelta di premiare Mario Cucinella con il suo progetto ‘A Green School for Gaza’ è perfettamente in linea con lo spirito del nostro Premio” ha dichiarato Roustayan. “Il suo impegno è testimonianza di come il mondo dell'architettura e dell'edilizia possano contribuire a cambiare in meglio la vita di tante persone nel mondo”.

La sede di Pilosio, poi, ha ospitato, per l’intero pomeriggio del 21 settembre, gli interventi degli ospiti e la tavola rotonda “Sostenibilità e sicurezza nelle costruzioni: due asset per la crescita economica”. Il relatore principe dell’evento, l’economista Nouriel Robini, ha rimarcato il momento di grande difficoltà del sistema economico mondiale, dove alcuni paesi-campione del trend recessivo cercano di porre rimedio a una situazione contraddittoria e piena di incognite. “Le sfide della politica sono davvero scoraggianti” ha confermato Rubini. “La recessione dell’Eurozona si fa sempre più profonda mentre si protraggono da una parte il consolidarsi del fronte di carico fiscale, e dall’altra un severo razionamento dei crediti. Tuttavia, la ripresa è evidente, su un piano internazionale più ampio. Le scelte dei governi nazionali hanno scongiurato il disastro e nelle economie mature il tasso di crescita fa registrare progressi nell’ordine dell’1,5-2%, con i paesi emergenti in corsa con percentuali al 6-7%”. 

Una diversa prospettiva economica per il futuro del pianeta comporta anche una diversa idea dell’edilizia abitativa, sviscerata dai partecipanti alla tavola rotonda su sostenibilità e sicurezza. “L’architettura sostenibile è l’unica via da percorrere per risollevare il destino di un settore in crisi come quello delle costruzioni – ha rimarcato Tullio Fanelli, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente – L’attuale penuria di investimenti deve comportare una considerazione del vantaggio che comporta l’investimento stesso. Parlo di progetti che tengano conto dei criteri di efficienza energetica degli edifici e di compatibilità ambientale. Queste scelte si traducono poi in un risparmio per lo Stato e la comunità che potrà essere destinato a nuovi piani di intervento, lontani dalla spesa e dalle necessità di emergenza periodica, come nel caso degli eventi sismici ad esempio”.

La lettura di Fanelli è stata condivisa dagli altri partecipanti alla tavola rotonda (Claudio De Albertis, presidente Assimprendil Ance, Francesco Bertolini, presidente del Green Management Institute e lo stesso Mario Cucinella, vincitore del Premio Pilosio), moderati dal giornalista del TG5 Giuseppe De Filippi, coordinatore dell’evento pomeridiano. Al termine della tavola rotonda, lo spazio ai contributi delle imprese di costruzione ha visto succedersi sul palco diversi operatori del mercato nazionale e internazionale, in rappresentanza, tra gli altri, delle realtà di Italcementi, Rizzani De Eccher, Saipem, Saudi Bin Laden Group, Unispan, Arabian Roots Group, Banca Friuladria Credit Agricole.

La consegna ufficiale del Premio Pilosio a Mario Cucinella ha costituito comunque il fulcro della giornata. A fianco dell’architetto, il rappresentante dell’Onu in terra palestinese Munir Manneh che ha affiancato Cucinella anche durante la conferenza stampa preliminare all’evento. “Grazie alla Green School” ha confermato Manneh “i bambini di Gaza City potranno finalmente godere di un apprendimento in condizioni di vita umane e con energia pulita”.

L'idea di questa scuola sostenibile in un territorio martoriato dalla sofferenza è nata durante il primo tavolo tecnico italo-palestinese sull'eco-architettura e le energie rinnovabili tenutosi a Ramallah nel marzo 2010 e organizzato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, dal ministero degli Affari Esteri e dai ministeri della Pianificazione e delle Opere Pubbliche dell'Autorità Nazionale Palestinese. La Green School for Gaza, sviluppata in collaborazione con l'agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) consiste nella costruzione di un edificio autosufficiente, in grado di produrre tutta l'energia di cui ha bisogno attraverso risorse rinnovabili disponibili in loco (come l'energia solare e geotermica), capace anche di coprire l'intero fabbisogno di acqua per tutte le esigenze di servizio dell’edificio. 




“Il mondo dell'architettura e dell'edilizia possono contribuire a cambiare 
in meglio la vita di tante persone nel mondo. Per questo il nostro punto di vista su come costruire il futuro sarà sempre quello della sostenibilità che deve riguardare ogni progetto inserito nell’ambiente”

D. Roustayan
CEO PILOSIO

In cima al mondo


Due anni per cambiare, guardando l’orizzonte del mondo. L’era Pilosio inaugurata nella primavera del 2010 dall’attuale CEO Dario Roustayan ha portato un’azienda essenzialmente nazionale, in primo piano nella produzione di ponteggi e casseforme, all’oceano più vasto della concorrenza globale.

I risultati di uno sforzo ad ampio respiro rivolto all’export ha dato i suoi frutti. Oggi l’azienda consegue il 70% del suo fatturato all’estero, con il 30% riservato al mercato domestico. Lo stesso fatturato ha visto nell’esercizio 2011 una crescita del 30% (26 milioni di euro) rispetto all’anno precedente, mentre i ricavi dei primi sei mesi dell’anno in corso rilevano una quota di 20 milioni di euro, in crescita del 40% rispetto all’esercizio precedente e con un margine operativo lordo di 2,5 milioni. Oggi Pilosio impiega al suo interno circa 200 addetti. 

Aria e acqua


Carenza d'acqua ed elevato costo dell'energia sono problemi sempre più urgenti nei Territori palestinesi. Nella Striscia di Gaza ogni persona ha a disposizione meno di 40 litri d'acqua al giorno e le abitazioni rimangono senza elettricità per 40-60 ore alla settimana. Nella “Green School” gli alunni potranno seguire le lezioni in ambienti freschi, dalla temperatura mitigata senza consumo di energia. Per ottenere quattro gradi in meno nelle aule verrà utilizzato un sistema di ventilazione naturale e un vespaio areato sotterraneo, dove l'aria è a una temperatura costante e, d'estate, inferiore a quella esterna.

Da sinistra, il vincitore del Premio Pilosio, Mario Cucinella, con Dario Roustayan e il delegato Onu per la Palestina Munir Manneh