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IPAF - prevenzione incidenti sul lavoro - monitoraggio e banca dati

 
 

E’ una nuova iniziativa IPAF, lanciata durante il recente summit a Roma. Perché  conoscere significa anche prevenire

Una banca sugli incidenti

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Link: www.ipaf.org/it/

                      

Le statistiche ci ricordano ogni anno, in maniera un po’ asettica, che l’edilizia e l’agricoltura sono i settori in cui si concentra il maggior numero di incidenti. E in modo altrettanto incolore specificano che le cadute dall’alto rappresentano la voce in testa alla graduatoria degli incidenti. Dalla freddezza delle statistiche però non si riescono ad estrapolare dati sulle categorie di macchine coinvolte o sulle reali cause degli incidenti. Prendendo spunto da questa lacuna ormai strutturale delle ricerche statistiche, IPAF ha voluto intraprendere una nuova iniziativa, volta a coinvolgere tutti coloro che, direttamente o indirettamente, magari anche dopo aver semplicemente letto la notizia sui giornali, dovessero venire a conoscenza di incidenti realmente avvenuti o  anche semplicemente  scongiurati. Chiunque fosse “persona informata sui fatti” è infatti invitato ad iscriversi alla banca dati, accedendo alla pagina del sito www.ipaf.org/accident, e ad inserire tutte le notizie che è riuscito a reperire. IPAF garantisce naturalmente la massima riservatezza nel trattamento dei dati. 

L’obiettivo è chiaro: raccogliere il maggior numero di informazioni per conoscere più nei dettagli le dinamiche degli incidenti e poter

di conseguenza migliorare gli standard di sicurezza del settore, intervenendo in modo propositivo e costruttivo anche migliorando il livello della formazione e della produzione. E IPAF intende dedicare molto impegno a questa attività, coinvolgendo anche gli enti preposti al presidio della sicurezza sui luoghi di lavoro, per analizzare ogni singolo caso.  Un messaggio che è stato lanciato in modo molto esplicito anche durante il recente summit di Roma. «Per un socio IPAF – ha sottolineato Peter Douglas, direttore operativo della Nationwide Platforms, monitorare e creare una casistica degli incidenti dovrebbe rappresentare una assoluta priorità. Fino ad oggi non è stato così, IPAF ha cominciato solo quest’anno a istituire una banca dati per registrare le tipologie di incidenti che accadono in tutto il mondo. Nella nostra azienda – ha continuato – questa era già da tre anni una prassi diffusa: abbiamo creato un apposito modulo dove poter segnalare qualsiasi tipo di incidente, anche piccolo, consapevoli che cominciare a ridurre il numero degli incidenti di minor entità e a stimolare il dialogo sul tema, avrebbe col tempo portato a diminuire anche il numero di quelli più gravi». Sempre durante il Summit, Chris Wraith, responsabile tecnico IPAF, ha spiegato che fino ad oggi hanno aderito 35 società e ha invitato tutti i responsabili della filiera – produttori, noleggiatori e rivenditori – ad offrire il loro contributo  in questo senso.