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MAN - HIAB - MULTILIFT RAISIO

Allestimento di Carrozzeria Bertona

 
 

Un veicolo così particolare non lo avevamo ancora visto, almeno non da così vicino. Si tratta di un MAN TGS 28.360 venduto alla ValEdil dalla concessionaria Scavino di Novara e allestito da Carrozzeria Bertona con una gru Hiab 166 E-4 HiPro con Jib 45X-2 e verricello a fune Rotzler da 1.000 kg di portata installato sul secondo braccio e un dispositivo scarrabile a cavo Multilift Raisio CLF2603W dal peso complessivo di 26 t. Decisamente particolare sia la scelta del modello di gru che del sistema di scarramento, ma anche la chicca dell’HydroDrive sul MAN non è da tutti. Forse perché il titolare di ValEdil è un giovane geometra che ha preso in mano l’azienda di costruzioni di famiglia e ha dato una svolta decisiva verso le nuove tecnologie, abbandonando il sistema costruttivo tradizionale per quello a casseri Ecosism. Di cosa si tratta? Semplice: materiale isolante (polistirene espanso o estruso, lana di roccia, ecc) viene posizionato in matrici metalliche già predisposte con finestre, porte e quant’altro. Vengono pinzate le une alle altre per dare forma alla costruzione e quindi viene inserito il ferro e successivamente la colata di calcestruzzo fra i due pannelli isolanti, rivolti uno all’esterno e uno all’interno dell’edificio. Con questo sistema si lavora su dei semiprefabbricati che fanno ridurre anche del 30% i tempi di costruzione e del 20% i costi. Come? Facile. Con Ecosism non ci sono sprechi, non ci sono macerie, non ci sono smaltimenti. E poi, non sono più necessarie alcune attrezzature, come le gru a torre. I pannelli isolanti sono voluminosi ma molto leggeri, tanto che si possono sollevare a mano. Quindi è sufficiente una buona gru su di un buon veicolo per riuscire a costruire dal niente cinque ville come quelle di questo cantiere (un piano interrato e due fuori) in meno di quattro mesi! Ed è proprio per il fatto di aver optato per Ecosism che Valentino Fantini ha cercato un nuovo veicolo che sostituisse il precedente due assi. Dopo diverse ricerche si rivolge a Gabriele Genero di Carrozzeria Bertona e alla concessionaria MAN Scavino dove scopre il TGS, un veicolo “il cui rapporto tra qualità, soluzioni tecniche e prezzo non è equiparabile a nessun altro sul mercato” ci dice lo stesso Valentino. Che del MAN apprezza il raggio di sterzata ridotto, l’HydroDrive che gli permette di entrare nei cantieri più fangosi e sdrucciolevoli

LA GRU

340 kg di portata in punta a 19 m di sfilo orizzontale. Oppure 1.230 kg in punta a 6 m di sfilo e 15 di altezza. Questa è la Hiab 166 E-4 HiPro con Jib 45X-2 cui Valentino ha voluto aggiungere un verricello Rotzler da 1.000 kg sul secondo braccio. Ma la differenza qui la fa il sistema di controllo. Grazie a una sofisticata elettronica di gestione e al radiocomando è possibile compiere operazioni che rasentano il millimetrico. E sbagliare è impossibile, perché la gru è al top anche in fatto di sicurezza, con sistemi antiribaltamento e contro il sovraccarico di ultima generazione.

DA VERO TUTTOFARE!

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Cambiare modo di ragionare, modo di lavorare e attrezzature per farlo. Con questa filosofia Valentino Fantini ha trasformato un’impresa di costruzioni tradizionali in un’Azienda che in piena crisi vede raddoppiare annualmente il proprio fatturato. Merito anche dei partner che sceglie

senza più timore di non uscirne, e la rigidit del telaio. “Non è soggetto a torsione di sorta. è il telaio ideale per una gru retrocabina perché con la sua stabilità consente movimenti millimetrici con la gru” ci dice. Ma è con Gabriele di Carrozzeria Bertona che il veicolo prende vita. Grazie all’indicazione di un buon allestimento. La gru Hiab 166 E-4 HiPro con Jib 45X-2 riesce a portare 340 kg a 19 m di sfilo in orizzontale. Senza che il veicolo faccia una piega. “Quello che apprezzo di questa Hiab è che le prestazioni dichiarate sono reali, e lo sono con qualunque stabilizzazione. E poi ha un controllo elettronico che consente di regolarne la velocità dei movimenti e un’infinità di sistemi di sicurezza che rendono davvero impossibili gli incidenti”. E con cosa si poteva completare questo TGS a metà tra lo stradale e l’off-road in grado di sostituire in cantiere una gru a torre, se non con un allestimento ribaltabile trilaterale con un cuore di funi che fa del suo cassone un perfetto scarrabile? Anche dietro questa scelta c’è ancora una volta lo zampino di Gabriele che ha capito cosa Valentino stava cercando e gli cuce il veicolo su misura. “Versatile, maneggevole, potente il giusto e capace di affrontare i diversi terreni. Con queste caratteristiche, una discreta capacità di sollevamento e un cassone che mi permette di usare un solo veicolo per servire numerosi cantieri, ho trovato quello che faceva al caso mio: un camion in grado di adattarsi alle esigenze in continua evoluzione della mia azienda. Spero solo che anche l’evoluzione del fatturato consenta a breve l’acquisto di un secondo mezzo come questo”.

Sempre con Scavino e Carrozzeria Bertona? “Dopo che ha visto il mio TGS, lei li cambierebbe?”.

LO SCARRABILE

“Più comodo di così non saprei immaginarlo”. Così Valentino definisce l’operazione di scarramento con il dispositivo scarrabile a cavo Multilift Raisio CLF2603W. “Con un solo veicolo e un solo allestimento trasporto materiali ed escavatori. E carico tutto senza bisogno di sollevare o acquistare rampe per l’escavatore. Perché? Perchè appoggio il cassone a terra! Facile, no?”.

Il Multilift Raisio CLF2603W  è in grado di sollevare 20 t e raggiunge un angolo di ribaltamento massimo di 55/45°. La lunghezza massima di montaggio senza base anteriore è di 6.470 mm e può ospitare case con lunghezze comprese tra i 4 e i 7 m. “L’uso non è intuitivo come quello di un normale cassone ribaltabile o come un sistema scarrabile a gancio, bisogna farci un po’ l’occhio per capire quanto si deve inclinare il cassone per trovare il giusto angolo di scarramento” continua Valentino. “Ma una volta che si impara a valutare questo dato, usarlo diventa un gioco da ragazzi. E anche veloce. Con questo veicolo porto il materiale a un cantiere, lascio la cassa, torno in azienda, carico l’escavatore direttamente nella cassa e lo porto in un secondo cantiere, poi magari torno nel primo e con la gru sollevo e posiziono i pannelli. Poi me ne vado portandomi via il cassone vuoto che mi serve per caricare il materiale in un terzo cantiere. E così via. Con il sistema Ecosism si può davvero risparmiare. Ma la logistica e il modus operandi dell’Azienda si devono adeguare alle nuove tecnologie”.

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